• Crefis – Osservatorio materie prime e settore suinicolo II° trimestre 2020

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    Questa sezione è frutto della collaborazione tra Assalzoo e Crefis, Centro di ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica S.C. Sul sito crefis.it sono disponibili gratuitamente, previa registrazione, anche altre informazioni aggiornate con cadenza settimanale e mensile, per entrambi i mercati, oltre che per i mercati delle filiere avicunicole.

    Materie prime: l’andamento dei mercati

    Nel secondo trimestre del 2020 i prezzi nazionali del mais hanno proseguito nella loro tendenza alla riduzione delle quotazioni dopo la piccola fiammata della prima fase del periodo di lockdown determinato dalla pandemia di CoVid-19. Le quotazioni del mais a Milano, per il prodotto “contratto 103”, hanno toccato il massimo di 184,5 €/t nella settimana 14, quella tra fine marzo e inizio aprile, per poi iniziare una progressiva discesa fino a ad un minimo di 178,5 €/t a fine maggio; successivamente, nel mese di giugno, si è assistito ad un modesto rimbalzo che ha portato la quotazione media mensile a 180,5 €/t (tabella 1). Con la sola eccezione del periodo di picco dei prezzi già ricordato, nella fase iniziale della pandemia le quotazioni del 2020 restano al di sotto di quelle del 2019. Dopo il livello massimo toccato, in ogni caso i prezzi dei primi tre mesi del 2020 risultano comunque al di sotto di quelli del 2019. È interessante notare come le quotazioni nazionali evidenzino una tendenza ad oscillare comunque attorno a valori relativamente stabili nei primi sei mesi dell’anno, mente negli Usa le quotazioni hanno subito una forte riduzione passando da quotazioni che sono rimaste attorno ai 150 €/t circa tra ottobre 2019 e marzo 2020 a quotazioni attorno ai 130 €/t del mese di giugno.

    Per quanto riguarda la soia, le quotazioni Usa sono in sostanziale stabilità dal 2019, avendo oscillato tra i 300 e i 330 €/t tra giugno 2019 e gennaio 2020, per poi tornare appena al di sopra dei 300 €/t a fine giugno di quest’anno. Al contrario, per la soia quotata a Milano, negli ultimi mesi si è evidenziato un andamento del tutto peculiare. Le quotazioni sia di prodotto nazionale che di prodotto estero sono aumentate, in modo deciso in particolare dalla seconda metà alla fine del mese di marzo (picco della pandemia), raggiungendo i 392,5 €/t per il prodotto nazionale e i 398,5 €/t per quello estero. Da allora, però, le due curve hanno iniziato a seguire un percorso decisamente diverso e divergente: le quotazioni della soia nazionale, infatti, sono dapprima scese per poi invertire con decisione la tendenza, superare la quotazione del prodotto estero, e salire fino a livelli record per gli ultimi tre anni, con quotazioni superiori a 400 €/t. Per il prodotto estero, invece, le quotazioni sono scese progressivamente verso i 360 €/t circa di fine giugno.

    Prodotto

    Prezzi medi mensili (euro/t)

    Variazione %

    apr-20

    mag-20

    giu-20

    apr 20/  apr 19

    mag 20/ mag 19

    giu 20/  giu 19

    Granoturco

    Nazionale – con caratteristiche (MI)

    187,5

    183,0

    182,5

    1,8

    0,1

    -2,1

    Nazionale – contratto 103 (MI)

    183,1

    179,3

    180,5

    0,9

    -0,4

    -1,6

    Comunitario (MI)

    187,9

    181,9

    185,2

    1,9

    -0,5

    -1,5

    Non comunitario (MI)

    192,4

    189,5

    193,2

    1,8

    1,2

    -0,4

    Franco partenza Golfo Messico (Louisiana - Usda)

    135,7

    132,3

    131,1

    -5,7

    -13,7

    -24,2

    Soia

    Nazionale (MI)

    389,9

    382,9

    397,7

    15,8

    15,7

    17,2

    Estera (MI)

    390,3

    368,0

    357,8

    14,1

    10,1

    2,0

    Franco partenza Golfo Messico (Louisiana - Usda)

    304,8

    302,0

    302,0

    2,1

    4,6

    -2,1

    Fonte: elaborazioni Crefis su dati borsa merci Milano e Usda.

     

    Filiera suinicola: l'andamento dei mercati

    La pandemia del CoVid-19 in Italia ha fatto da detonatore alla crisi della filiera suinicola che covava sotto la cenere da oltre un anno. Già nei primi mesi del 2019, infatti, la crisi si era affacciata sul mercato nazionale, ma il crollo delle produzioni cinesi dovuto alla diffusione della Peste suina africana in quel Paese, nei mesi seguenti ha fatto salire i prezzi a livello mondiale e di conseguenza anche in Italia, fino al picco di circa 1,8 €/kg (peso vivo) della prima metà di dicembre 2019. Da allora è iniziata una fase decrescente dei prezzi, determinata inizialmente da un andamento tipico stagionale, ma seguita poi da un’ulteriore forte riduzione causata dagli effetti della pandemia di CoVid-19 sulla filiera. Il prezzo medio mensile dei suini da macello è dapprima sceso fino a 1,3 €/kg nel mese di aprile, per poi raggiungere il minimo di 1,02 €/kg nella prima settimana di giugno; solo nelle settimane seguenti si è registrato un leggero recupero: la quotazione è rimbalzata solo fino a 1,09 €/kg nell’ultima settimana di giugno. Questa crisi è emersa, nella fase iniziale della pandemia, a causa della riduzione della capacità di macellazione verificatasi nei primi tempi, con conseguente calo della domanda di animali da macellare e crescenti difficoltà per gli allevatori, costretti a tenere in allevamento gli animali oltre il dovuto, con maggiorazione di costi e rischio di superare il peso ammissibile per i disciplinari dei prosciutti Dop. Solo nella parte finale di giugno i prezzi sono risultati in leggero recupero, anche se la situazione è migliorata in misura più sensibile sugli altri mercati europei.

    Come accennato, tuttavia, è la crisi non risolta del Prosciutto di Parma che continua a rappresentare un problema decisivo per la filiera. Continuano a calare, così, i prezzi delle cosce fresche, che nel mese di giugno hanno toccato i valori più bassi di sempre (cioè da quando la CUN è attiva - aprile 2011). Il prezzo medio mensile delle cosce pesanti a giugno è stato pari a 3,255 €/kg. I lombi, invece, hanno avuto un andamento dei prezzi positivo nel primo trimestre del 2020, hanno raggiunto un picco tra fine marzo e la prima metà di aprile, per poi scendere in modo repentino fino a livelli di prezzo allineati o inferiori a quelli raggiunti nello stesso periodo nei due anni precedenti (2018 e 2019). Unica nota positiva, in questa situazione, è la tendenza, sia pure modesta, alla risalita dei prezzi nelle ultime settimane di giugno, trainata, probabilmente, da un riequilibrio dei mercati dei suini vivi da macello e dall’aumento stagionale dei consumi che potrebbe dare, in Italia come negli altri Paesi europei, qualche motivo di sollievo ai mercati.

     

     

    Prodotto

    Prezzi medi mensili (euro/kg)

    Variazione %

    apr-20

    mag-20

    giu-20

    apr 20/  apr 19

    mag 20/ mag 19

    giu 20/  giu 19

    Suini (Cun suini)

    Suini da macello 160/176 Kg - circuito tutelato

    1,302

    1,087

    1,047

    -0,4

    -21,8

    -21,8

    Tagli di carne suina fresca (Cun tagli)

    Coscia fresca per crudo tipico 11-13 kg

    2,890

    2,810

    2,800

    -12,7

    -16,0

    -16,4

    Coscia fresca per crudo tipico 13-16 kg

    3,444

    3,258

    3,255

    -3,8

    -10,4

    -10,6

    Lombo taglio Padova

    4,110

    3,350

    3,275

    1,9

    -7,7

    -7,1

    Prosciutti stagionati (borsa merci Parma)

    Prosciutto di Parma da 9,5 kg e oltre

    8,050

    7,800

    7,800

    1,3

    -1,9

    -1,9

    Fonte: elaborazioni Crefis su dati CUN suini da macello, CUN tagli di carne suina fresca e borsa merci Parma.

    Gabriele Canali 24-10-2020 Tag: materie primeCrefismaissoiasuinisuinicoltura
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